Non importa chi siamo. Non importa dove andiamo o da dove veniamo. Non importa il nostro orientamento politico, religioso, sessuale, ideologico. Non importa dove andiamo al venerdì sera. Non importa se abbiamo facebook o no (ovviamente è meglio di sì, per diffondere il pensiero).
Siamo esseri umani, e l'animo umano ha qualcosa di misterioso che ci accomuna gli uni con gli altri. Proviamo empatia, proviamo compassione. Riusciamo a metterci nei panni del nostro prossimo.
Ed eccolo lì, eccolo il nostro elemento unificante, più degli accendini alzati nei concerti, più del saluto romano o del pugno al cielo, retaggi troppo fuori moda anche per il vintage, ecco il veicolo del nostro animo, vessillo dell'uman pensiero: le corna.
Ma non le corna normali. Non quelle dell'arbitro nelle partite, non quelle scaramantiche anti jella, ridotte a gestucolo da scugnizzo ignorantello. No... quelle ormai sono vecchie, sbiadite, non mandano neanche bene a fanculo. Sono scariche.
Qui si parla delle corna vere, quelle col pollice allegato, da uomini duri, da anime rock che non siamo altro. Basta una macchinetta fotografica digitale, un gruppo di persone (non necessariamente amici, contano anche gli incontri casuali nei locali, per strada, nelle discoteche) e via con le linguacce, meglio se chilometriche in stile Gene Simmons dei Kiss. Tutti uniti sotto la bandiera cornuta: il fashion victim, il discotecaro provolone, le cinquantenni pitonate ai concerti del Liga, snowboarders con le treccine coinvolti in serate alcoliche, casalinghe, tronisti. Tutti che infestano le pagine Facebook con atroci album fotografici corna-centrici: vuoi vedere com'è andato il motoraduno? Ti interessano le immagini della quindicesima giornata del boyscout? Oppure l'inaugurazione del Lounge Bar più figo ed esclusivo della città? O ancora la comunione di Gigino? Qualsiasi sia l'occasione immortalata nell'album, ricorrerà immancabile la figura di uno che fa le corna con un bicchiere in mano: un'immagine, una garanzia della buona riuscita dell'evento.
bicipite
1 + 1 = 1.
Forse.
domenica 6 novembre 2011
domenica 30 ottobre 2011
...e Martina chi è?
Martina è una ragazza di Bologna. La mia.
É bellissima e altissima, ed è bellissima.

É un’attrice molto valida, le piace recitare; infatti la si vede spesso in giro per la città a fare visite guidate, ma anche in dei bordelli parigini all’ora di cena. Oppure al suo matrimonio con un certo Adelmo, negli anni sessanta (io spesso e volentieri sono tra gli invitati).
Le piacciono i trucchi. Ne ha tantissimi, di tutti i tipi. Quando si trucca è come osservare un pittore all’opera. Ogni volta assisto ad un labour of love, come dicono gli inglesi, ad un’armonia di forme e colori.
Il suo lettore CD soffre di schizofrenia. Difatti ultimamente ha passato il testimone ad un dignitosissimo Audiola, lettore mp3 di bassa lega. Dopo aver schiacciato il tasto “Play”, non sarà facile districarsi tra ritmi hip hop, schitarrate thrash metal e audaci melodie pop degli anni ’80 (e non solo).
Martina è una persona speciale. Non riesce quasi mai a dire “No” e ha un cuore grande, ma se la fate arrabbiare son dolori, quindi attenti!
Marco
Chi è Marco?
Marco è un ragazzo di 25 anni, momentaneamente.
Probabilmente è una delle persone più buone in circolazione. Osservatore attento, dotato di un umorismo surreale ma mai cattivo, abile scrittore, inabile affabulatore. Non ce la fa a dirti delle balle (spero!).
Marco, oltre a essere un grande intenditore e appassionato di musica, suona il basso, canta e compone. Questo è uno degli aspetti più importanti dell'espressione di sé, anzi, credo che sia l'unico modo in cui riesca a esprimersi appieno. Infatti su certe cose farlo parlare è un'impresa.
Anni fa era l'anti-sociale / anti-fashion / io-odio-la-gente-fuck-everybody-off per eccellenza. Ultimamente ha finalmente deciso di trasferirsi dalla caverna di orsi marsicani nella quale dimorava, al fine di stabilirsi tra noi umani in maniera più o meno definitiva. Non si può certo affermare che il processo di integrazione sia completato, né che esso sia privo di difficoltà, tuttavia, dopo l'accorciamento della barba, il taglio dei capelli e l'acquisto di un paio di Ray-Ban, l'esemplare sta piano piano migliorando.
Martina
Probabilmente è una delle persone più buone in circolazione. Osservatore attento, dotato di un umorismo surreale ma mai cattivo, abile scrittore, inabile affabulatore. Non ce la fa a dirti delle balle (spero!).
Marco, oltre a essere un grande intenditore e appassionato di musica, suona il basso, canta e compone. Questo è uno degli aspetti più importanti dell'espressione di sé, anzi, credo che sia l'unico modo in cui riesca a esprimersi appieno. Infatti su certe cose farlo parlare è un'impresa.
Martina
Non il muscolo!
Ciao,
io sono Marco e lei è Martina.
No, anzi: io sono Martina e lui e Marco.
Insomma, giratela un po' come vi pare. Diciamo che siamo due, due a caso. Ci puoi trovare sotto i portici di Bologna come pure a Piazza del Popolo... a Latina. Ci puoi trovare in qualche oscuro negozio di dischi come pure in un esclusivo negozio di trucchi... e probabilmente uno dei due starà sbuffando.
Girelliamo e ci divertiamo un mondo a vedere gli altri come noi e quelli diversi da noi. Ci piace andare a mangiare fuori in autobus, così possiamo farci un goccio di vino. Ci piace comprare le svizzere condite dai macellai bolognesi. Giochiamo a Supermario sul Nintendo 64.
Abitiamo lontano l'uno dall'altra, però cerchiamo di vederci il più possibile.
Ci vogliamo bene.
Figo, no?
Eccoci qua, in tutto il nostro glamour.
Come potete vedere non abbiamo tolto la busta della spesa dalla foto... un tocco di classe mica da ridere.
Ah, poi ogni tanto siamo un po' incazzati per varie ragioni. Sì esatto, proprio quelle!!!
io sono Marco e lei è Martina.
No, anzi: io sono Martina e lui e Marco.
Insomma, giratela un po' come vi pare. Diciamo che siamo due, due a caso. Ci puoi trovare sotto i portici di Bologna come pure a Piazza del Popolo... a Latina. Ci puoi trovare in qualche oscuro negozio di dischi come pure in un esclusivo negozio di trucchi... e probabilmente uno dei due starà sbuffando.
Girelliamo e ci divertiamo un mondo a vedere gli altri come noi e quelli diversi da noi. Ci piace andare a mangiare fuori in autobus, così possiamo farci un goccio di vino. Ci piace comprare le svizzere condite dai macellai bolognesi. Giochiamo a Supermario sul Nintendo 64.
Abitiamo lontano l'uno dall'altra, però cerchiamo di vederci il più possibile.Ci vogliamo bene.
Figo, no?
Eccoci qua, in tutto il nostro glamour.
Come potete vedere non abbiamo tolto la busta della spesa dalla foto... un tocco di classe mica da ridere.
Ah, poi ogni tanto siamo un po' incazzati per varie ragioni. Sì esatto, proprio quelle!!!
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